Indice dei contenuti
- Cos'è la successione ereditaria
- Apertura della successione
- Tipi di successione: legittima, testamentaria e necessaria
- Quote ereditarie nella successione legittima
- Quote ereditarie nella successione testamentaria
- Il testamento: forme e requisiti
- Accettazione dell'eredità
- Rinuncia all'eredità
- Dichiarazione di successione
- Imposte di successione: aliquote e franchigie 2026
- Successione e immobili
- Voltura catastale e trascrizione
- Quanto costa una successione
- Contenzioso ereditario e divisione dei beni
- Novità 2026
- Domande frequenti (FAQ)
1. Cos'è la Successione Ereditaria
La successione ereditaria (o successione mortis causa) è l'insieme delle norme e delle procedure che regolano il passaggio del patrimonio di una persona defunta (il de cuius) ai suoi eredi. Si tratta di uno degli istituti fondamentali del diritto civile italiano, disciplinato dal Libro Secondo del Codice Civile (articoli 456–809).
La successione riguarda la totalità dei rapporti giuridici patrimoniali del defunto, sia attivi (proprietà, crediti, titoli) sia passivi (debiti, obbligazioni). L'erede subentra nell'intero patrimonio del defunto — o in una quota di esso — comprendendo sia i beni sia i debiti.
Soggetti coinvolti
- De cuius: il defunto, la persona della cui eredità si tratta.
- Chiamato all'eredità: chi ha diritto a ereditare ma non ha ancora accettato.
- Erede: chi ha accettato l'eredità e subentra nella titolarità dei rapporti giuridici.
- Legatario: chi riceve un bene specifico tramite testamento (legato), senza diventare erede universale.
2. Apertura della Successione
La successione si apre al momento della morte del de cuius, nel luogo del suo ultimo domicilio (art. 456 c.c.). L'apertura è automatica e non richiede alcun atto formale: dal momento della morte, gli eredi sono “chiamati” alla successione.
Il luogo dell'ultimo domicilio del defunto determina:
- Il Tribunale competente per eventuali controversie ereditarie.
- L'ufficio dell'Agenzia delle Entrate presso cui presentare la dichiarazione di successione.
- La cancelleria del Tribunale competente per accettazione o rinuncia.
3. Tipi di Successione
Il diritto italiano prevede tre tipologie di successione, che possono coesistere:
Successione legittima
Si applica quando il defunto non ha lasciato testamento, oppure quando il testamento non dispone dell'intero patrimonio. La legge individua gli eredi e le rispettive quote in base al grado di parentela.
Riferimento: Artt. 565–586 c.c.
Successione testamentaria
Si applica quando il defunto ha redatto un testamento valido che dispone del proprio patrimonio. Il testatore può liberamente distribuire i beni, ma deve rispettare le quote riservate agli eredi legittimari.
Riferimento: Artt. 587–712 c.c.
Successione necessaria (quota di legittima)
Non è un tipo autonomo di successione, ma un limite alla libertà testamentaria. La legge riserva a determinati familiari stretti (legittimari: coniuge, figli, ascendenti) una quota minima dell'eredità che il testamento non può intaccare. Se il testamento lede la legittima, gli eredi legittimari possono agire con l'azione di riduzione.
Riferimento: Artt. 536–564 c.c.
Ordine degli eredi nella successione legittima
In assenza di testamento, la legge stabilisce un ordine preciso:
- Coniuge e figli (o loro discendenti per rappresentazione)
- Coniuge e ascendenti (genitori, nonni) — in assenza di figli
- Coniuge da solo — in assenza di figli e ascendenti
- Fratelli e sorelle (e loro discendenti)
- Altri parenti fino al 6° grado
- Stato — in assenza totale di parenti entro il 6° grado
4. Quote Ereditarie nella Successione Legittima
Quando non c'è testamento, il patrimonio viene diviso secondo le seguenti regole:
| Situazione familiare | Coniuge | Figli | Altri |
|---|---|---|---|
| Solo coniuge, senza figli né ascendenti | 2/3 | — | 1/3 a fratelli/sorelle |
| Coniuge + 1 figlio | 1/2 | 1/2 | — |
| Coniuge + 2 o più figli | 1/3 | 2/3 (divisi in parti uguali) | — |
| Solo 1 figlio, senza coniuge | — | Tutto | — |
| Più figli, senza coniuge | — | Tutto (diviso in parti uguali) | — |
| Coniuge + ascendenti (no figli) | 2/3 | — | 1/3 agli ascendenti |
| Solo ascendenti (no coniuge, no figli) | — | — | Tutto agli ascendenti |
| Solo fratelli e sorelle | — | — | Tutto (diviso in parti uguali) |
5. Quote Ereditarie nella Successione Testamentaria
Quando c'è un testamento, il patrimonio si divide in quota di legittima (riservata per legge ai legittimari) e quota disponibile (di libera disposizione del testatore).
| Eredi legittimari presenti | Quota riservata al coniuge | Quota riservata ai figli | Quota disponibile |
|---|---|---|---|
| Solo coniuge | 1/2 | — | 1/2 |
| Solo 1 figlio | — | 1/2 | 1/2 |
| 2 o più figli | — | 2/3 (divisi in parti uguali) | 1/3 |
| Coniuge + 1 figlio | 1/3 | 1/3 | 1/3 |
| Coniuge + 2 o più figli | 1/4 | 1/2 (divisa in parti uguali) | 1/4 |
| Coniuge + ascendenti (no figli) | 1/2 | — | 1/4 (1/4 ascendenti) |
| Solo ascendenti (no coniuge, no figli) | — | — | 2/3 (1/3 ascendenti) |
• Quota riservata alla moglie: 1/4 = €150.000
• Quota riservata ai 3 figli: 1/2 = €300.000, cioè €100.000 ciascuno
• Quota disponibile: 1/4 = €150.000 (Mario può lasciarla a chiunque nel testamento)
Se Mario nel testamento lascia tutto a un amico, i legittimari possono agire per ottenere la loro quota riservata.
6. Il Testamento: Forme e Requisiti
Il testamento è l'atto con cui una persona dispone del proprio patrimonio per il tempo successivo alla morte (art. 587 c.c.). È un atto sempre revocabile: il testatore può modificarlo o annullarlo in qualsiasi momento.
Testamento olografo
La forma più semplice e diffusa. Deve essere:
- Scritto interamente a mano dal testatore (no computer, no dettatura)
- Datato (giorno, mese, anno)
- Firmato dal testatore alla fine delle disposizioni
Costo: gratuito (nessun notaio richiesto).
Rischio: può essere smarrito, distrutto, contestato per falsità o incapacità.
Testamento pubblico
Redatto da un notaio alla presenza di due testimoni. Il testatore dichiara le proprie volontà al notaio, che le trascrive in un atto pubblico.
Costo: €800–€2.000 (onorario notarile).
Vantaggi: massima sicurezza giuridica, difficile da contestare, conservato dal notaio e nell'Archivio Notarile.
Testamento segreto
Può essere scritto a mano o a macchina (anche da terzi), viene sigillato e consegnato al notaio in presenza di due testimoni. Il contenuto resta riservato: nessuno, nemmeno il notaio, ne conosce il contenuto fino alla morte del testatore.
Costo: €500–€1.500 (onorario notarile).
Vantaggio: garantisce riservatezza e data certa.
7. Accettazione dell'Eredità
L'eredità non si acquista automaticamente: il chiamato deve accettarla. L'accettazione può avvenire in tre modi:
7.1 Accettazione espressa
Dichiarazione formale resa con atto pubblico o scrittura privata in cui il chiamato assume il titolo di erede.
7.2 Accettazione tacita
Si verifica quando il chiamato compie atti che presuppongono necessariamente la volontà di accettare: ad esempio vendere un bene ereditario, pagare un debito del defunto con fondi dell'eredità, riscuotere un credito ereditario.
7.3 Accettazione con beneficio di inventario
Lo strumento più prudente: consente di separare il patrimonio dell'erede da quello del defunto. L'erede risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del valore dei beni ereditati, senza mettere a rischio il proprio patrimonio personale.
Termini per l'accettazione con beneficio di inventario
- Chi è in possesso dei beni: deve fare l'inventario entro 3 mesi dall'apertura della successione e accettare entro 40 giorni dal completamento dell'inventario.
- Chi non è in possesso dei beni: ha fino a 10 anni dall'apertura della successione per accettare con beneficio di inventario.
Procedura
La dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario va resa presso il notaio o la cancelleria del Tribunale competente. Il costo è di circa €500–€1.500 (più eventuale inventario peritale).
8. Rinuncia all'Eredità
Il chiamato all'eredità può decidere di non accettare, rinunciando formalmente. La rinuncia è consigliabile quando i debiti del defunto superano i beni.
Come rinunciare
- La rinuncia deve essere fatta con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo di apertura della successione.
- Va iscritta nel Registro delle Successioni tenuto dal Tribunale.
- La rinuncia non può essere parziale né condizionata: si rinuncia a tutta l'eredità o a nulla.
Termini
- Chi è in possesso dei beni: deve rinunciare entro 3 mesi dall'apertura della successione (altrimenti si considera accettazione tacita).
- Chi non è in possesso dei beni: può rinunciare entro 10 anni.
Effetti della rinuncia
- Il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato.
- La sua quota si devolve per rappresentazione ai discendenti (es. i figli del rinunciante), oppure si accresce agli altri coeredi.
- La rinuncia è revocabile finché l'eredità non sia stata accettata da altri.
Costi della rinuncia
- Presso il Tribunale: circa €200 (bolli e diritti di cancelleria)
- Presso il notaio: circa €300–€600 (onorario + bolli)
9. Dichiarazione di Successione
La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale obbligatorio che deve essere presentato all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (morte del de cuius).
9.1 Chi deve presentarla
Sono obbligati alla presentazione:
- Gli eredi e i legatari (o i loro rappresentanti legali)
- Gli immessi nel possesso dei beni
- Gli amministratori dell'eredità
- I curatori dell'eredità giacente
- Gli esecutori testamentari
9.2 Come presentarla
Dal 2025, la dichiarazione va presentata esclusivamente in via telematica attraverso:
- Il portale dell'Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o CNS)
- Un intermediario abilitato (CAF, commercialista, notaio)
La dichiarazione include automaticamente la domanda di voltura catastale per gli immobili.
9.3 Documenti necessari
- Certificato di morte o autocertificazione
- Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà (eredi, regime patrimoniale, tipo di successione)
- Copia del testamento pubblicato (se testamentaria)
- Visure catastali degli immobili
- Dichiarazioni bancarie e postali (saldi, titoli, investimenti alla data del decesso)
- Documentazione sui debiti del defunto (mutui, prestiti)
- Eventuali atti di rinuncia all'eredità
- Codici fiscali di tutti gli eredi
- Attestazione di eventuali donazioni ricevute in vita
10. Imposte di Successione: Aliquote e Franchigie 2026
10.1 Imposta di successione
L'imposta di successione si applica sul valore netto dell'asse ereditario (attivo meno passivo). Le aliquote e le franchigie vigenti nel 2026 sono:
| Grado di parentela | Aliquota | Franchigia per beneficiario |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nonni) | 4% | €1.000.000 |
| Fratelli e sorelle | 6% | €100.000 |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado | 6% | Nessuna |
| Tutti gli altri soggetti | 8% | Nessuna |
| Persone con disabilità grave (L. 104/92, art. 3 c.3) | Variabile | €1.500.000 |
• Franchigia: €1.000.000
• Imponibile: €1.300.000 − €1.000.000 = €300.000
• Imposta: €300.000 × 4% = €12.000
Se il patrimonio non supera €1.000.000, l'imposta di successione è pari a zero.
10.2 Imposte ipotecaria e catastale (sugli immobili)
Se nell'asse ereditario sono presenti immobili, si pagano anche:
| Imposta | Aliquota | Agevolazione prima casa |
|---|---|---|
| Imposta ipotecaria | 2% del valore catastale | €200 (fissa) |
| Imposta catastale | 1% del valore catastale | €200 (fissa) |
| Tassa ipotecaria | €90 per conservatoria | €90 |
| Imposta di bollo | €85 | €85 |
10.3 Come si paga
Dal 2026, con il sistema di autoliquidazione telematica, le imposte vengono calcolate automaticamente dal sistema dell'Agenzia delle Entrate in fase di compilazione della dichiarazione. Il pagamento avviene entro 90 giorni dalla presentazione tramite addebito su conto corrente (modello F24).
11. Successione e Immobili
Gli immobili rappresentano spesso la parte più significativa dell'asse ereditario. Ecco gli aspetti fondamentali da conoscere.
11.1 Valutazione degli immobili ai fini fiscali
Per il calcolo delle imposte di successione, gli immobili non vengono valutati al valore di mercato ma al valore catastale, calcolato moltiplicando la rendita catastale rivalutata per un coefficiente:
- Prima casa: rendita catastale × 1,05 × 110
- Altre abitazioni: rendita catastale × 1,05 × 120
- Uffici (cat. A/10): rendita catastale × 1,05 × 60
- Negozi (cat. C/1): rendita catastale × 1,05 × 40,8
- Terreni: reddito dominicale × 1,25 × 90
Appartamento con rendita catastale di €800 (abitazione principale dell'erede):
• Valore catastale = €800 × 1,05 × 110 = €92.400
Questo è il valore su cui vengono calcolate le imposte, indipendentemente dal valore di mercato (che potrebbe essere di €200.000 o più).
11.2 Immobili in comproprietà ereditaria
Quando più eredi ereditano un immobile, si crea una comunione ereditaria: tutti gli eredi sono comproprietari in quote indivise. Ciascun erede può chiedere la divisione in qualsiasi momento (art. 713 c.c.), salvo che il testatore non abbia disposto diversamente per un periodo massimo di 5 anni.
11.3 Diritto di abitazione del coniuge
Il coniuge superstite ha diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili che la corredano (art. 540, comma 2, c.c.). Questo diritto:
- È vitalizio (dura per tutta la vita del coniuge)
- Si aggiunge alla quota ereditaria
- Non può essere compresso dal testamento
- Non è cedibile né espropriabile
12. Voltura Catastale e Trascrizione
12.1 Voltura catastale
La voltura catastale è l'aggiornamento dei registri del Catasto con i dati dei nuovi proprietari (gli eredi). Senza voltura, l'immobile risulta ancora intestato al defunto.
Dal 2019, la domanda di voltura è automaticamente inclusa nella dichiarazione di successione telematica. Non è più necessario un adempimento separato.
12.2 Trascrizione nei Registri Immobiliari
La trascrizione è la pubblicazione della dichiarazione di successione nei Registri Immobiliari (ex Conservatoria), necessaria per rendere opponibile ai terzi il trasferimento degli immobili. Anche questo adempimento è ora integrato nella dichiarazione telematica.
12.3 Costi
- Tassa ipotecaria: €35 per la trascrizione + €55 per la voltura = €90 per conservatoria
- Imposta di bollo: €85
- Tributi speciali: variabili
13. Quanto Costa una Successione
I costi complessivi di una successione variano in base alla complessità del patrimonio. Ecco una stima indicativa:
| Voce di costo | Importo indicativo |
|---|---|
| Onorario professionista (CAF/commercialista) per dichiarazione | €500 – €3.000 |
| Imposta di successione | 0% – 8% (in base a parentela e franchigia) |
| Imposta ipotecaria (immobili) | 2% valore catastale (€200 se prima casa) |
| Imposta catastale (immobili) | 1% valore catastale (€200 se prima casa) |
| Tassa ipotecaria + bollo | €90 + €85 = €175 |
| Visure catastali e certificati | €50 – €200 |
| Accettazione con beneficio di inventario (se necessario) | €500 – €1.500 |
| Rinuncia all'eredità (se necessario) | €200 – €600 |
| Eventuale pubblicazione testamento (se olografo) | €300 – €800 |
• Imposta di successione: €0 (sotto franchigia di €1.000.000)
• Imposta ipotecaria: €200 (prima casa)
• Imposta catastale: €200 (prima casa)
• Tassa ipotecaria + bollo: €175
• Professionista (CAF): €600
• Totale: circa €1.175
14. Contenzioso Ereditario e Divisione dei Beni
Le controversie tra eredi sono molto frequenti e possono riguardare diversi aspetti:
14.1 Principali cause di contenzioso
- Disaccordo sulla divisione dei beni: gli eredi non riescono a trovare un accordo sulla ripartizione, soprattutto quando il patrimonio include immobili indivisibili.
- Lesione della quota di legittima: un testamento che attribuisce meno del dovuto a un erede legittimario può essere impugnato con l'azione di riduzione.
- Contestazione del testamento: dubbi sulla validità del testamento (autenticità, capacità del testatore, pressioni indebite).
- Donazioni fatte in vita: donazioni effettuate dal defunto prima della morte possono essere impugnate se ledono la legittima.
- Debiti del defunto: conflitti su chi debba farsi carico dei debiti ereditari.
- Usufrutto e diritto di abitazione: contrasti sull'utilizzo degli immobili tra coniuge e figli.
14.2 Divisione consensuale
La soluzione più rapida ed economica: gli eredi raggiungono un accordo sulla ripartizione dei beni e formalizzano la divisione con un atto notarile. È possibile anche prevedere conguagli in denaro.
14.3 Mediazione civile
La mediazione è obbligatoria come tentativo preventivo prima di avviare una causa civile in materia di successione (D.Lgs. 28/2010). Un mediatore professionista facilita il dialogo tra gli eredi per raggiungere un accordo. Costo: da €200 a €9.200 in base al valore della controversia.
14.4 Divisione giudiziale
Se non si raggiunge un accordo, qualsiasi erede può rivolgersi al Tribunale per chiedere la divisione giudiziale. Il giudice nomina un perito per valutare i beni e proporre un progetto di divisione. Se l'immobile non è comodamente divisibile, può essere venduto all'asta con ripartizione del ricavato. È la strada più lunga e costosa (anni di cause, spese legali significative).
14.5 Azione di riduzione
L'azione di riduzione (artt. 553–564 c.c.) permette ai legittimari lesi di ottenere la reintegrazione della propria quota di legittima. Va proposta entro 10 anni dall'apertura della successione (o dall'accettazione dell'eredità).
15. Novità 2026
Il 2026 introduce importanti cambiamenti nella disciplina delle successioni in Italia, in attuazione del D.Lgs. 139/2024:
15.1 Eliminazione del coacervo
La novità più significativa: viene eliminato il coacervo, ovvero la regola che imponeva di sommare le donazioni ricevute in vita all'eredità per il calcolo dell'imposta. Risultato: la franchigia di €1.000.000 diventa doppia:
- €1.000.000 per le donazioni ricevute in vita
- €1.000.000 per l'eredità ricevuta alla morte
Questo significa un risparmio fiscale potenzialmente molto rilevante per le famiglie con patrimoni significativi.
15.2 Autoliquidazione telematica
Il sistema di autoliquidazione automatica è pienamente operativo: le imposte vengono calcolate direttamente dal portale dell'Agenzia delle Entrate in fase di compilazione della dichiarazione, eliminando la necessità di attendere l'avviso di liquidazione.
15.3 Dichiarazione di successione semplificata
Per le successioni più semplici (senza immobili, con patrimonio sotto soglia), la procedura è stata ulteriormente snellita con l'introduzione di moduli precompilati e assistenza online dedicata.
16. Domande Frequenti (FAQ)
Entro quanto tempo va presentata la dichiarazione di successione?
Entro 12 mesi dalla data del decesso. In caso di ritardo si applicano sanzioni amministrative (dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, con minimo di €250).
Cosa succede se non presento la dichiarazione?
L'omessa presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta. L'Agenzia delle Entrate può comunque procedere d'ufficio all'accertamento e alla liquidazione dell'imposta.
Un erede può vendere un immobile ereditato subito?
Sì, ma solo dopo aver completato la dichiarazione di successione e la voltura catastale. Se l'immobile è in comproprietà, servono il consenso di tutti i comproprietari o la divisione.
I debiti del defunto si ereditano?
Sì. L'erede che accetta l'eredità risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. Per limitare la responsabilità ai soli beni ereditati, bisogna accettare con beneficio di inventario.
Il coniuge separato ha diritto all'eredità?
Il coniuge separato senza addebito ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Il coniuge separato con addebito ha diritto solo a un assegno vitalizio se, al momento dell'apertura della successione, godeva di alimenti. Il coniuge divorziato non ha alcun diritto successorio.
I figli naturali (nati fuori dal matrimonio) hanno gli stessi diritti?
Sì, dal 2013 (L. 219/2012) i figli hanno tutti gli stessi diritti successori, indipendentemente dal fatto che siano nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio o siano adottivi.
Si può diseredare un figlio?
No, non completamente. I figli sono eredi legittimari e hanno diritto alla quota di legittima, che il testamento non può intaccare. Il testatore può ridurre la loro quota al minimo previsto dalla legge, ma non eliminarla. Se il testamento esclude un figlio, questi può agire con l'azione di riduzione.
Quanto tempo ci vuole per completare una successione?
In media 3–6 mesi per una successione semplice (raccolta documenti + presentazione dichiarazione + voltura). Può richiedere 1–2 anni o più in caso di contenzioso tra eredi o patrimoni complessi.
Posso fare la successione da solo o serve un professionista?
È teoricamente possibile presentare la dichiarazione autonomamente tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è fortemente consigliabile rivolgersi a un professionista (CAF, commercialista, notaio) per evitare errori che possono costare caro in termini di sanzioni e imposte errate.
Il convivente ha diritto all'eredità?
Il convivente di fatto (non sposato) non ha diritti successori nella successione legittima. Può essere nominato erede o legatario solo tramite testamento, ma la sua quota è limitata alla parte disponibile e non può intaccare la legittima dei familiari. La L. 76/2016 (Unioni Civili) riconosce al partner dell'unione civile gli stessi diritti del coniuge.
Cosa succede se un erede muore prima di accettare?
Se il chiamato all'eredità muore prima di accettare o rinunciare, il diritto di accettare si trasmette ai suoi eredi (trasmissione del diritto di accettazione, art. 479 c.c.).
Cos'è la rappresentazione?
La rappresentazione (art. 467 c.c.) è l'istituto per cui i discendenti (figli, nipoti) subentrano nel diritto di un ascendente che non può o non vuole accettare l'eredità. Ad esempio, se un figlio rinuncia all'eredità del padre, i nipoti (figli del rinunciante) subentrano nella sua quota.
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Scopri Successioni.aiUltimo aggiornamento: Marzo 2026. Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere informativo e non costituiscono consulenza legale, fiscale o finanziaria. Per una valutazione personalizzata si consiglia di rivolgersi a un professionista qualificato.